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La mente della separazione, quella che ci fa sentire divisi, lontani dagli altri è chiamata anche mente della povertà. Perché non ci permette di sentire quella connessione, quel calore, quella ricchezza interiore che possono permetterci di fiorire davvero come esseri umani. La mente della povertà è quella che genera la sofferenza che ci fa agire senza consapevolezza e ci fa commettere atti di cui non comprendiamo la portata. E ci rende soli. Il fine della pratica è ricomporre questa unità e curare le ferite. Prima di tutto le nostre.