#generosità #unsologesto #praticadelgiorno#felicecomeunbuddha 
Trascorriamo molto tempo concentrati su di noi, sulle aspettative, i piani per il futuro, i rimorsi verso il passato. Spendiamo un ingente quantità di energia nella gestione di questo spettacolo che mandiamo in scena, in modo che funzioni alla perfezione e, soprattutto, secondo i nostri schemi e le nostre convinzioni. Includiamo ciò che è utile alla narrazione, ciò che ci fa star bene e sentire al sicuro. La fragilità ci spaventa, la precarietà ci spaventa, la mancanza di controllo ci spaventa. Escludiamo ciò che ci spaventa, ci mette in discussione, fa traballare quel fragile terreno su cui abbiamo edificato l’idea di un me “solido”. Questa solidità apparente la desideriamo ardentemente e la difendiamo strenuamente ogni volta che la sentiamo minacciata. Più lasciamo spazio alla paura e ci chiudiamo e alziamo muri e barricate più ci separiamo, ci dividiamo. Ma non solo dagli altri, da ciò che ci circonda. Soprattutto da noi stessi. Un semplice gesto di generosità può essere utile per nutrire un cuore aperto invece della mente di povertà.